I DIECI COMANDAMENTI DELLA LEGA NORD.

Dieci Comandamenti per un miracolo... Governare Opera per gli operesi. Senza altri interessi che non siano l'attaccamento alla propria terra ed ai propri concittadini.

Noi della Lega Nord siamo gente del Popolo che non ha bisogno di presentazioni, sapete tutto di quel che facciamo e di cosa siamo stati capaci di ottenere in dieci anni di opposizione alla sinistra truffaldina che ha governato Opera per sessant'anni. Dopo tanto tempo al potere è ovvio che si incancrenisca il sistema mafioso locale formato da una fitta ragnatela di rapporti clientelari da cui dobbiamo salvare questo Paese.

Liberiamo Opera. Con noi lo facciano tutti quelli che non hanno interessi illegittimi, lo facciano coloro che rappresentano la maggioranza sana dei cittadini operesi insieme ai loro uomini e donne, eroi popolari, quelli della Lega Nord!

Quando leggerete i nomi dei candidati al Consiglio Comunale ed alla carica di Sindaco, delle varie liste che si presenteranno alla elezioni, chiedetegli: "Ma voi dove siete stati in tutti questi anni? Perchè vi interessate di Opera solo oggi, alla vigilia delle elezioni?"

Non esitate a chiedere che siano rispettate le prerogative proprie di ogni elettore. In primis, essere rispettati dagli eletti (ed anche dai candidati ad esserlo) senza essere presi in giro da gente che chiede il voto e sparisce!

  1. GOVERNO DI OPERA NELL'INTERESSE ESCLUSIVO DEGLI OPERESI.
  2. TRASPARENZA E LEGALITA' DELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA.
  3. SPINTA AUTONOMISTA IN DIREZIONE DELL'AUTOGOVERNO.
  4. SICUREZZA GARANTITA DA FORZE DELL'ORDINE EFFICIENTI.
  5. RISPETTO DELLE LEGGI IN OGNI ASPETTO DELLA VITA PUBBLICA.
  6. SALVAGUARDIA DEL DIRITTO ALLA CASA.
  7. PROMOZIONE DELLO SPORT E DELL'ASSOCIAZIONISMO.
  8. RETE VIARIA E MOBILITA' GARANTITA IN OGNI DIREZIONE.
  9. TUTELA DELL'AMBIENTE, PARCHI E PISTE CICLABILI.
  10. EDUCAZIONE CIVICA DEI CITTADINI E SENSO DI APPARTENENZA.

Se la Lega Nord vincerà le prossime elezioni amministrative questi dieci comandamenti, debitamente arricchiti delle esigenze della gente e dalle richieste del popolo, diventeranno il programma di Governo che, con l'aiuto dei cittadini, porterà alla trasformazione di Opera rendendola una Città di primo piano a livello nazionale. Il coraggio degli amministratori operesi renderà giustizia a tutti quei cittadini che si sentono vittime delle istituzioni pubbliche. La dedizione del Governo operese condurrà il Paese ad un livello di giustizia sociale che diverrà esempio per gli altri comuni d'Italia.

NAZISTI ROSSI: LA LEGGE LEVI - PRODI E LA FINE DELLA RETE

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet.
Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
"Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico" questo è il commento di Beppe Grillo, un comico che con il suo Blog sta uccidendo la classe politica italiana, ma noi che siamo semplici cittadini, comitati, associazioni, volontari, religiosi, sportivi e chi più ne ha più ne metta... che fine faremo? imbavagliate vittime sacrificali all'altare della libertà di pensiero svanita nel nulla?
Ps: Chi volesse esprimere la propria opinione a Ricardo Franco Levi, prima che sia troppo tardi e diventi reato anche inviare e-mail, può scrivergli a: levi_r@camera.it

CI SONO VOLUTI ANNI DI DURE BATTAGLIE DELLA LEGA NORD PER OTTENERE UNA GRANDE OPERA PUBBLICA IN PADANIA

La Corte dei Conti ha "registrato" le convenzioni per la realizzazione della Brebemi (l'autostrada direttissima Brescia-Bergamo-Milano) e del Sistema viabilistico Pedemontano (Bergamo-Malpensa più le tangenziali di Como e Varese).
Ne ha dato l'annuncio il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. ''Dopo i passaggi al Cipe e alle Commissioni parlamentari e ora con il via libera ufficiale e definitivo della Corte dei Conti, - ha commentato Formigoni - si conclude con pieno successo l'iter di queste grandi opere strategiche per la Lombardia. Completamente smentite le Cassandre che nascondevano dietro i loro pretestuosi vaticini la volontà tutta ideologica di mettere i bastoni fra le ruote a infrastrutture fondamentali per i cittadini e per le imprese. Le opere si faranno, come vuole Regione Lombardia, nei tempi previsti''.
In particolare, secondo il governatore lombardo, è stato smentito chi sosteneva che la realizzazione della Brebemi comportasse extra-costi (per le opere di mitigazione ambientale e di raccordo con la viabilità locale, chieste dai sindaci) superiori al limite del 50%.
"Un grande successo della Lombardia e della Lega che da anni lotta per dare alla nostra Regione quelle infrastrutture indispensabili per lo sviluppo dell'intera Padania". Questo il commento del consigliere regionale leghista Fabrizio Cecchetti al sì della Corte dei Conti sulla Brebemi (la direttissima Brescia-Bergamo-Milano) e sul Sistema viabilistico Pedemontano (Bergamo-Malpensa più le tangenziali di Como e Varese). "Finalmente - continua Cecchetti - sono stati superati tutti i cavilli burocratici che per anni hanno fermato l'approvazione di un asse autostradale strategico che permetterà un miglior collegamento tra le città lombarde accorciando così i tempi di percorrenza come provato dalla recente apertura della quarta corsia della A4".
Una grande vittoria per la Lega "che - spiega Cecchetti - si è semprebattuta per rendere realmente europea la nostra Regione anche a livello infrastrutturale e che partendo dai consigli comunali, passando per Provincie, Pirellone e Parlamento, ha battagliato riuscendo a portare a casa un grande successo malgrado importanti parti della maggioranza di Governo come Comunisti e Verdi si siano sempre dichiarate contrarie alle richieste lombarde".
''Per Brebemi avremo il progetto definitivo nel febbraio 2008 e l'apertura dei cantieri il 14 giugno 2009. Per la Pedemontana, sempre a febbraio 2008 la progettazione definitiva del tratta Dalmine-Cermenate e in giugno del resto del sistema. E il 10 marzo 2010 apriremo i cantieri''.
"Vinta questa battaglia quindi, i nostri rappresentanti al pirellone possono dedicarsi alla difesa di Malpensa, altro cardine delle infrastrutture lombarde e padane che Roma intende affossare per difendere la "casta" romana che fa capo a Fiumicino e Alitalia".
Fabrizio Dalcerri

COME FARE RICORSO ALLE MULTE DEI T-RED A FIZZONASCO

Comunichiamo che gli avvocati Chiusolo e Marino, presenti all'incontro pubblico di Fizzonasco, organizzato dalla Lega Nord pievese, stanno preparando le bozze da utilizzare per il ricorso. Sarà nostra premura pubblicarle appena disponibili.
Per i casi particolari, quindi per chi ha più multe e problematiche per la sospensione della patente o la decurtazione di molti punti dalla stessa, gli avvocati sono a disposizione, ad un prezzo politico, per un ricorso personalizzato.
Stesso discorso vale per i cittadini che hanno ricevuto multe ove il semaforo non è ben visibile nei rilevamenti fotografici, ecc.
STUDIO LEGALE CORSO CAVOUR, 9 - 27100 PAVIA Tel. 0382/35225 fax 0382/306148
AVV.BERNARDO MARINO cell:+39 3939393939 E-mail: mailto:studio@avvocatomarino.com
DOTT.SERENA CHIUSOLO cell:+39 3384073161 E-mail: serenachiusolo@libero.it
Dalla prossima settimana sapremo anche come agire tramite la Federconsumatori, anch'essa presente all'incontro pubblico di domenica sera.
Il Comunicato sui ricorsi di Opera Sicura:

IN 500 A FIZZONASCO CONTRO LE MULTE.

Tanti erano i cittadini presenti all'incontro pubblico organizzato dalla Lega Nord pievese di Pierpaolo Antonelli per mettere a confronto i cittadini con il Sindaco Rocco Pinto ed il Comandante della Polizia Locale Boselli che hanno sudato sette camicie per sostenere le proprie tesi dinnanzi alla folla inferocita dal metodo con cui le multe sono state date.
Da circa un mese sono entrate in funzione, nella frazione pievese che separa il centro da Rozzano, alcune telecamere, le oramai famose T-red, che sparano multe a raffica. Si tratta infatti di migliaia di infrazioni già notificate agli interessati che, nei casi più eclatanti, si sono trovati fino a otto multe in un mese.
Indiscutibilmente le ragioni della gente sono piuttosto reali ed evidenti, non si arriva a fine mese la più eloquente, ed il neoeletto Sindaco della CdL si permette di risanare le casse comunali con il sistema più odioso, le telecamere ai semafori. Il problema non è tanto l'essere passati con il rosso ed aver preso la multa ma il trabocchetto ordito a danno del cittadino cui non resta il tempo di sgombrare l'incrocio nel momento in cui diviene arancione il semaforo.
Questo per la rapidità con cui scatta il rosso e quindi la fatidica foto. Lo stesso scatto avviene troppo presto, praticamente contestualmente al passaggio da arancione a rosso, non dando il benchè minimo tempo all'automobilista passato con l'arancione di lasciare libero l'incrocio.
Sindaco e Comandante si sono tirati addosso le ire dei cittadini quando, a più riprese, hanno cercato di sostenere la causa della legittimità dei semafori. Motivazioni, le loro, contestate però dagli avvocati convocati dal responsabile leghista, organizzatore della serata, e dal rappresentante della Federconsumatori che hanno dato più di una buona ragione al Sindaco ed al Comandante di Polizia Locale di fare un atto di ritiro delle multe per vizi legati al cattivo funzionamento semaforico.
Naturalmente i cittadini vanno educati a comportamenti virtuosi e sicuri per se stessi ed anche per gli altri ma questo non giustifica tante multe, con sei punti di penalizzazione a contravvenzione, a persone che si trovano a spendere oltre uno stipendio ed a salutare la propria patente martoriata dalle sanzioni con le conseguenze intuibili per i pendolari che devono recarsi al lavoro in zone mal servite dagli autobus.
A Rocco Pinto, Sindaco di Pieve, ed al suo Comandante di PL diamo un suggerimento anche noi operesi tra cui vi sono molte vittime dei semafori killer: "Ritirate i provvedimenti sanzionatori per dimostrare che con questo sistema si volevano educare i cittadini e non, invece, sanare le casse colabrodo dell'Amministrazione pievese.
Dimostrate loro che quando ci si sbaglia lo si può anche ammettere. Sospendete l'utilizzo delle T-red riprogrammandole con tempi più idonei a non essere strumento estorsivo ma educativo e sanzionatorio di infrazioni reali. Più tempo per l'arancione e scatto della foto ritardato di almeno un secondo dal passaggio dall'arancione al rosso.
I cittadini saranno sicuramente grati ad un'Amministrazione attenta ad una problematica molto sentita soprattutto da quelle famiglie che con milleduecento euro al mese ci devono vivere e non possono pagare sei multe perdendo anche la possibilità di andare a lavorare con la macchina a causa della patente folgorata a suon di sei punti ad infrazione.
La Lega Nord operese è con i colleghi pievesi che hanno svolto un ottimo lavoro mettendo a confronto i cittadini con le istituzioni e portando a conoscenza della popolazione multata le possibilità loro consentite dalla legge per porre un rimedio al danno in essere.
Gli avvocati sono stati gettonatissimi e da oggi partono i ricorsi secondo le modalità prospettate in aula."
Speriamo non si debbano vivere le stesse tensioni anche a Opera dove la maggioranza di sinistra ha appena votato il regolamento delle telecamere che noi della Lega Nord abbiamo osteggiato proprio poiché temiamo che sia interesse di Ramazzotti utilizzare un sistema in voga in molti comuni: fare cassa con le multe per sanare gli sprechi dell'Amministrazione.
Il comunicato stampa del Gruppo Consiliare:

COOPERATIVE, NESSUNO PAGHI… e nessuno pagò

A QUANTO PARE SOLO UNA CINQUANTINA DI INQUILINI HANNO DECISO DI ADERIRE ALLE RICHIESTE DEL SINDACO IN MERITO ALLA TRASFORMAZIONE DEL DIRITTO DI SUPERFICIE IN PROPRIETA'.
SIAMO SODDISFATTI DI QUANTO I CITTADINI ABBIANO SAPUTO FARE IN PIENA AUTONOMIA DIMOSTRANDO AL SINDACO RAMAZZOTTI ED ALLA SUA GIUNTA, MATURATA NEI PRIMI CINQUE ANNI DI GOVERNO E' MARCITA IN QUESTA FASE FINALE, CHE GLI OPERESI NON SONO STOLTI E CIECAMENTE OBBEDIENTI AGLI ORDINI DEL PARTITO.
SONO FINITI I RICATTI CLIENTELARI DEL FAVORITISMO IN CAMBIO DELL’IRRAGIONEVOLE REMISSIVITÀ ED ANCORA UNA VOLTA RAMAZZOTTI E LA SUA GIUNTA AVARIATA NE HANNO FATTO LE SPESE.
A STENTO UNA CINQUANTINA DI OPERESI HANNO ADERITO ALLA PROPOSTA DEL COMUNE, ALLE TARIFFE DA LORO STABILITE, DOPO LA RIDUZIONE DEL CINQUANTA PER CENTO ARRIVATA SOLO IN SEGUITO ALLA PERVICACIA DEI CITTADINI CHE NON HANNO MOLLATO NEPPURE DAVANTI ALL’INTRANSIGENZA DEL SINDACO E DELLA SUA GIUNTA.
CINQUANTA OPERESI TRA CUI, MOLTO PROBABILMENTE, IL VICESINDACO, UN PAIO DI CONSIGLIERI COMUNALI, UN PAIO DI INTIMI AMICI DELL’ASSESSORE ED ALCUNI LORO LACCHE'. AI POCHI NON INTERESSATI DALLA QUESTIONE POLITICA DICIAMO DI RECEDERE DALL’ADESIONE NON VINCOLANTE GIA' CONSEGNATA IN COMUNE, E' MEGLIO PER LORO.
NATURALMENTE OGNI PROMESSA E' DEBITO E NOI DELLA LEGA NORD RICORDIAMO BENISSIMO QUELLA FATTA POCHI MESI FA QUANDO VI INVITAVAMO A NON ADERIRE ALL’OFFERTA. SIA LA PRIMA, QUELLA FOLLE, CHE LA SECONDA CON TANTO DI RIDUZIONE.
LA GIUNTA OPERESE E' NEI GUAI E VOI LE AVETE DATO IL COLPO DI GRAZIA FACENDOLE MANCARE I SEICENTOMILA EURO GIA' MESSI A BILANCIO, NECESSARI AGLI SPERPERI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE, ED INDISPENSABILI A CONQUISTARSI I TRADIZIONALI VOTI DI SCAMBIO.
GRAZIE A QUESTA FORTE DETERMINAZIONE DEGLI OPERESI, CHE IN QUEST’ULTIMA STAGIONE HANNO DIMOSTRATO DI POSSEDERE GLI ATTRIBUTI E LE CARTE IN REGOLA PER AUTOGOVERNARSI SENZA ESSERE SOTTOMESSI A LOGICHE CLIENTELARI E DI PARTITO, POSSIAMO ESSERE CERTI CHE IL DUEMILAOTTO SARA' UN ALTRO ANNO STORICO PER OPERA.
LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE SARA' NOSTRA E VOSTRA, SARA' QUELLA CHE MANTERRA' LA PROMESSA FATTA DI APRIRE NUOVAMENTE IL BANDO, PER TUTTE LE COOPERATIVE, A PREZZI RAGIONEVOLI.
LA PROSSIMA GIUNTA DIPENDE DA VOI. CONTINUATE A DIMOSTRARE DI ESSERE FORTI VOTANDO E FACENDO VOTARE LA LEGA NORD.
(Il volantino del Comitato dei Soci. Clicca sopra per ingrandire)

MULTE SELVAGGE A FIZZONASCO, LA LEGA NORD ORGANIZZA IL MAXI-RICORSO

La Lega Nord di Pieve Emanuele, dopo le migliaia di multe che sono state recapitate agli automobilisti pievesi, e non solo, che si sono trovati loro malgrado a passare per Via Fizzonasco sotto le telecamere posizionate sopra gli impianti semaforici, sta organizzando un incontro pubblico con la popolazione al fine di presentare un maxi-ricorso al Giudice di Pace di Milano.
“La popolazione è inferocita - ammette il responsabile della Lega Nord di Pieve Emanuele Pier Paolo Antonelli - ed il Carroccio si vede costretto, nonostante sia un partito di governo a Pieve Emanuele, a dare delle risposte chiare alla gente, ma anche a sottolineare la buona fede del Sindaco Rocco Pinto che, insieme al Comandante della Polizia Locale ed al Comandante della Stazione dei Carabinieri, saranno invitati all’incontro pubblico. Da qui l’iniziativa della Lega Nord che ha chiamato a questo incontro pubblico gli avvocati di un importante studio pavese che si occuperanno di analizzare la fattibilità di un maxi-ricorso. E’ nostra opinione, infatti, che la sanzione stradale debba avere per principio il carattere sanzionatorio e non estorsivo. Non è accettabile che per una medesima infrazione, per quanto possa essere in linea di principio corretta, siano recapitatate anche dieci contestazioni. Soprattutto non è ammissibile che tali strumenti per la rilevazione delle infrazioni siano regolati per cogliere in fallo gli automobilisti con sistemi, che potrebbero essere illeciti, quali ad esempio la durata dell'arancione semaforico una frazione di secondo e lo scatto della foto che colpisce anche chi è già oltre la linea d'arresto quando il verde lascia il posto all'arancione. In quest’ottica la Lega Nord si dissocia dal voto contrario dell’Amministrazione pievese alla costituzione di una commissione d’inchiesta, avanzata dalla minoranza, che avrebbe dato modo ai cittadini di sapere che la Giunta comunale è in buona fede e che tali strumenti di rilevazione delle infrazioni stradali sono il risultato di scelte politiche della precedente Amministrazione. Ora ci troviamo ad aver ereditato non solo una situazione economica preoccupante, ma anche il dissenso delle gente per scelte in materia di sicurezza stradale che stanno arrecando un danno economico importante alla popolazione.”
All’assemblea è prevista la presenza dell’Assessore alla Regione Lombardia della Lega Nord Davide Boni.
L’incontro con la popolazione si svolgerà domenica 7 ottobre alle ore 21 presso l’auditorium della scuola elementare di Via Curiel a Fizzonasco di Pieve Emanuele.

OGGIONO (LECCO): FIACCOLATA VENERDI' 5 OTTOBRE

"Ancora increduli della scelta fatta dal Sindaco di Oggiono, a sostegno della nostra identità, della nostra cultura e dei nostri valori, invitiamo tutti i cittadini liberi, che si riconoscono nella storia occidentale a riappropriarsi dei propri valori." E' con questo spirito che venerdì 5 ottobre, sfileremo per le vie cittadine di Oggiono, per far sentire forte la nostra voce e non sottostare ai disegni di svilimento della nostra storia.
Oggiono, con la sua storia, la sua cultura ed anche il suo credo religioso dice: "NO ALLA MOSCHEA NEL MUNICIPIO!"
Non cadiamo nel gioco delle contrapposizioni, ribadiamo fortemente che la nostra gente sempre pronta a ricevere e donarsi non ci sta ad essere svenduta ed umiliata.
Oggionesi e non solo venite con noi in corteo, il nostro futuro lo si compie a piccoli passi.
La fiaccolata del 05 ottobre inizia un cammino.
PROGRAMMA FIACCOLATA
La manifestazione si svolgerà con assembramento in Piazza Garibaldi, di lì si snoderà un corteo che seguirà, a partire dalle ore 20.00, il seguente percorso: Via I Maggio, Via Cavour, Via M. d'Oggiono, Via Longoni, Piazza Garibaldi dove si terrà il comizio conclusivo.

CULTURA E TRADIZIONE

L’Assessore Massimiliano Orsatti
e la Lega Nord per l'indipendenza della Padania
sono lieti di informarvi della rassegna di
Musica, Teatro e Cabaret milanese
"GH'ERA ONA VOLTA MILAN - I NOSTER TRADIZION"
Milano è fascino, Milano è stile, Milano è magia, Milano è emozione!
L'identità è la forza trainante di Milano, città che trova nel suo straordinario passato le energie per vincere le sfide del presente e per proiettarsi, da assoluita protagonista, nel futuro.
Salva il cartellone con la programmazione sul tuo computer e leggi gli appuntamenti.

VENEZIA: DOMENICA 16 SETTEMBRE 2007

Il leone ruggisce ancora... Il Popolo padano risponde...La rivolta fiscale è l'arma necessaria ai padani...
Basta tasse, basta Roma... Per spezzare il filo spinato che limita la nostra libertà... Tutti i padani uniti... Alcuni operesi alla Festa dei Popoli Padani...

ATTENZIONE - PER CHI VIENE A VENEZIA

Attenzione agli spostamenti per la Festa dei Popoli Padani a Venezia. L'autostrada A4 rimane chiusa fino alle ore 7.00 di domenica 16 dalla barriera MI est a Bergamo. Mettersi quindi in marcia dopo quell'ora. L'autocolonna da Opera muoverà quindi alle ore 6.30 dal parcheggio della ex coop per giungere in orario alla riapertura dell'autostrada.

A VENEZIA IN MACCHINA

Partenza ore 6.00 dal parcheggio ex coop - Sezione Lega Nord Opera info: 3481311083

Borghezio: fermato da polizia belga

Agenti sarebbero intervenuti prima della marcia anti- islam.
(ANSA) - BRUXELLES, 11 SET - La polizia belga avrebbe fermato l'eurodeputato della Lega Mario Borghezio prima della manifestazione anti-islam. Lo ha riferito lo stesso Borghezio, il quale ha spiegato di parlare da un mezzo delle forze dell'ordine e ha denunciato di essere stato malmenato dalle forze dell'ordine. L'esponente leghista sarebbe stato fermato con un'altra ventina di persone.
MERCOLEDI' 12 ALLE ORE 10.30 PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI AL CONSOLATO BELGA DI VIA TURATI, 12 A MILANO.

PULLMAN per VENEZIA

Partenza da Melegnano (Supermercato Lidl) alle ore 6.50
Costo del viaggio andata e ritorno Euro 15,00
Ritrovo e partenza da Opera nel parcheggio della ex coop alle ore 6.20
Per adesioni: legaopera@tiscali.it oppure SMS al 3481311083
PARTECIPIAMO NUMEROSI!

VENEZIA 16 SETTEMBRE 2007

Cari fratelli padani, domenica 16 settembre si rinnoverà il tradizionale appuntamento con la festa dei Popoli Padani a Venezia, sulla Riva degli Schiavoni: un appuntamento importante, sentito da tutti noi, che si concluderà con la celebrazione del rito dell’ampolla e con l’intervento del nostro Segretario Federale, Umberto Bossi.Una festa che, quest’anno, si snoderà nell’arco di tre giorni, aprendosi la mattina di venerdì 14 con il tradizionale rito del prelievo dell’acqua del Po alle sorgenti del Monviso, al Pian del Re, per poi continuare con la festa di Paesana, nel pomeriggio, festa all’interno della quale si terrà il comizio del nostro Segretario Bossi, e proseguendo poi la mattina di sabato 15, con la discesa del Po da parte della motonave padana che solcherà le acque da Mantova fino alla Laguna.Ritengo sia inutile ripetere quanta importanza politica rivesta questa manifestazione per la Lega e per tutti noi, in questa delicata fase politica, di grande mobilitazione per il nostro movimento e per il Nord.Domenica scorsa, dal raduno nel Passo di Cà San Marco, abbiamo fatto il primo passo verso quella grande mobilitazione di popolo che caratterizzerà questo autunno, con la rivolta fiscale dei contribuenti, un atto di protesta forte, che servirà a mettere in ginocchio il Governo delle tasse di Romano Prodi, togliendogli dal motore quella benzina rappresenta dai soldi che tutti noi versiamo sotto forma di imposte e tasse nelle casse dello Stato centrale, dando inoltre ulteriore forza alla battaglia per il Federalismo fiscale.Per tutte queste ragioni l’appuntamento con il raduno dei Popoli Padani a Venezia assume, quest’anno, un’importanza ancora maggiore: per questo nessuno dovrà mancare il prossimo 16 settembre sulla Riva degli Schiavoni.Dovremo essere tutti presenti, per far sentire al nostro Segretario la vicinanza del popolo del Nord, la totale adesione e la totale disponibilità in vista delle prossime battaglie politiche che andremo ad affrontare.Per questi motivi occorre ripetere tutto lo sforzo che abbiamo profuso negli scorsi mesi nella campagna elettorale per le elezioni amministrative, che ha portato ad un grande successo il nostro movimento, e per l’organizzare del raduno di Pontida: occorre quindi ripartire con lo stesso tam tam, fatto di manifesti, volantini, passaparola nelle sezioni, nei bar, nei mercati o nelle piazze. Dobbiamo cercare di portare a Venezia decine di migliaia di persone, come abbiamo fatto a Pontida, e possiamo riuscirci, perché nella base l’entusiasmo e la voglia di ritrovarsi ci sono e si sentono, per cui dobbiamo solo canalizzare questa voglia di Lega, questa voglia di ascoltare Umberto Bossi, e quanto ci dirà sulle prossime mosse politiche e strategiche della Lega, trasformandola in una partecipazione di massa.Per rendere possibile tutto questo occorre che ogni nazione, ogni provincia e ogni singola sezione facciano al massimo la propria parte.La macchina organizzativa in queste settimane, nonostante la pausa di agosto, si è già attivata con il consueto impegno, ma tutti voi, ognuno di voi, potete fare qualcosa in più: andate nelle piazze, nelle strade, nei mercati, nei bar e parlate con tutti i nostri simpatizzanti, e non solo con loro, e convinceteli a venire a Venezia, per renderli partecipi in prima persona e coinvolgerli in quella che sarà la giornata di avvio della protesta fiscale.Domenica 16 settembre dovrà essere una di quelle giornate che ricorderemo per sempre: facciamo in modo, con il nostro impegno e la nostra partecipazione, di rendere indimenticabile la giornata che ci attende a Venezia. Ci vediamo a Venezia e che nessuno manchi, per quella che sarà una giornata storica per tutto il movimento e per tutti noi...
Roberto Calderoli
Il programma della giornata è su:

BOSSI: CRITICHE? VENGANO LORO A CALMARE LA RABBIA DELLA GENTE

MILANO - "Visto che fanno tanto i sottili, strumentalmente, sulle mie parole, vengano loro a spiegare alla gente incazzata perché ci sono tante tasse, vengano loro a calmare la rabbia che monta nei cittadini". Umberto Bossi, il giorno dopo le parole pronunciate a Cà San Marco, commenta, conversando con l'ANSA, le polemiche nate dalle sue affermazioni sulla protesta fiscale. Bossi respinge l'accusa di aver usato un linguaggio violento e rivendica con forza di avere sempre saputo incanalare la protesta, anche la più accesa, per via pacifica e democratica. "A Roma fanno finta di non sapere - dice Bossi con una punta di amarezza - fanno finta di non capire. Per una battuta detta in un comizio, anzi per una risposta che ho dato a qualcuno che invocava vie spicce, hanno allestito un processo mediatico. Ma scherziamo?". "La realtà - prosegue Bossi - è che la rivolta fiscale non la si fa certo con le armi. E' la rivolta stessa l'arma migliore che c'é. E noi non faremo certo il favore a lor signori di cascare nelle provocazioni, questo no di certo. Ma che fucili? Noi proseguiamo nel nostro programma di rivolta contro il fisco ingiusto rispettando le leggi". "E già oggi - prosegue - in una riunione che si è svolta in via Bellerio sono stati delineati alcuni passaggi che ci porteranno a presentare a Venezia il nostro progetto in più punti per ridurre l'iniqua tassazione che sta strozzando le famiglie". (notizia ANSA)

Cà San Marco, 26 agosto 2007

Ieri, come al solito, una frase di Umberto Bossi utilizzata in un contesto ben preciso è stata utilizzata per sviare l’attenzione degli italiani dalla proposta di rivolta fiscale e dall’ennesima dimostrazione di quanto i padani vogliano amministrarsi da soli senza dipendere da Roma.
Al tradizionale appuntamento di Cà San Marco, antico confine del Lombardo Veneto, l’alzabandiera padano è stato arricchito da una colorita metafora del Senatur che parlando di lombardi che mantengono lo Stato, punzecchiato dai commenti dei militanti leghisti, ha detto che ancora non sono stati presi i fucili per voler sottolineare come i tartassati ed operosi settentrionali siano sempre stati diligenti e ligi al proprio dovere di italiani nonostante la Repubblica abbia, sin dalla sua nascita, spremuto i padani utilizzandoli, come galline dalle uova d’oro, per mantenere il mezzogiorno ed il carrozzone clientelare legato al Parlamento romano.
Naturalmente a noi è chiaro che Umberto Bossi non abbia voluto minacciare alcuna rivolta armata e, soprattutto, è evidente quanto sia stato importante il ruolo del Capo del Carroccio nell’evitare proprio che alla caduta della prima repubblica, realmente, si potesse giungere ad una rivolta armata degli oramai stanchi cittadini del Nord. Umberto Bossi ha infatti sempre parlato di rivoluzione democratica in cabina elettorale. Ma qualcuno finge sempre di non capire… tra questi anche il Presidente comunista della Repubblica Italiana.

CA' SAN MARCO (BERGAMO) - Nessuna retromarcia sulla protesta fiscale: la Lega Nord andrà sino in fondo. Umberto Bossi sul Passo San Marco a 2.000 metri ha fugato ogni dubbio e lo ha fatto con una delle sue espressioni forti. "Non abbiamo mai tirato fuori fucili, ma c'é sempre una prima volta". Al Senatur piace la terminologia 'armata': senza andare al 1994, quando parlò di 300 mila bergamaschi che erano disposti ad armarsi fra il 1986 e 1987, anche più recentemente ha parlato di 'fucili', in tono più o meno serio. Sul tema fiscale, non usa il termine sciopero ma protesta o rivolta perché "con le parole - ha spiegato - bisogna stare attenti". Ma i cinque punti con cui si comincerà, a distanza ciascuno di 15 giorni, sono già pronti. Nessuna spiegazione per ora su quali saranno per evitare che il governo ricorra ai ripari con un decreto legge o con un provvedimento dell'Agenzia delle entrate. "Invece dopo - ha osservato il vice presidente del Senato Roberto Calderoli - non potranno fare una legge retroattiva". Non ci sono stati riferimenti agli alleati che non vedono esattamente di buon occhio la protesta fiscale. Calderoli li ha invitati ad essere più presenti al Senato "perchéé inutile che si parli dei costi della politica se si ruba lo stipendio non andando in Parlamento". Il deputato Roberto Cota ha invece criticato il "partito trasversale del freno a mano tirato che fino a oggi non ha permesso un vero cambiamento". La Lega invece ha iniziato la raccolta firme sulla protesta fiscale e ai circa 500 militanti saliti in Valbrembana é stata distribuita una scheda perché dicano se sono "favorevoli ad attuare la rivolta fiscale pagando le tasse alle nostre regioni e ai nostri comuni anziché allo Stato centrale". Bossi è arrivato intorno alle 13, ma prima del suo breve intervento sono saliti in tanti sul palco per parlare, dal segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti all'eurodeputato Mario Borghezio, agli esponenti della Lega delle diverse regioni del nord. E tutti hanno ripetuto la stessa cosa: "da qui parte la battaglia". Il via ufficiale, anzi "l'inizio del conto alla rovescia" per mandare a casa Prodi, come ha sottolineato Calderoli, sarà il 16 settembre al consueto appuntamento di Venezia. "Davanti alla rapina delinquenziale dello Stato che taglia la libertà - ha spiegato Bossi - noi sappiamo reagire e arrivare al bersaglio. Ci tocca andare fino in fondo". E in questo senso la protesta fiscale "non è la fine del mondo - ha aggiunto il leader della Lega - ma una parte della lotta per la libertà". Il Senatur ha ricordato ancora una volta che tutti gli stati moderni sono nati dalla rivolta fiscale, ha citato Carlo Cattaneo rilanciando il lavoro comune con il Veneto, ma anche il poeta siciliano Ignazio Buttitta per spiegare l'importanza delle radici. "Finora gli è andata bene - ha osservato -, i lombardi pagavano e non hanno mai tirato fuori il fucile, ma c'é sempre una prima volta. La Lega è nata per la libertà della Padania e noi non ci fermeremo a metà. Ora si lamentano perché parliamo di rivolta fiscale, ma siano più onesti e equilibrati. E' evidente che quando uno esagera ci sono reazioni".

La spropositata reazione del Presidente della Repubblica, il comunista Napolitano:
ROMA - "Il Presidente della Repubblica ha la massima considerazione per la libertà del confronto politico, anche nelle sue asprezze, e per il pieno esercizio del ruolo e dei diritti di qualsiasi forza di opposizione. Ma dinanzi a eccessi clamorosi nella polemica e nella propaganda, sente di dover esprimere un forte richiamo alla moderazione del linguaggio, e al rispetto dei valori nazionali e dei principi costituzionali". E' quanto scritto in un comunicato diffuso dal Quirinale. (Notizia Ansa)

BOSSI: BERLUSCONI MI HA CONFERMATO DI NON VOLERE IL PARTITO UNICO

"Silvio Berlusconi non vuole il partito unico, non vuole il referendum elettorale, anzi mi ha detto che vuole incontrare il governo per fare una nuova legge elettorale". Lo ha rivelato il segretario federale della Lega, Umberto Bossi, al termine dell'incontro a Calalzo di Cadore, con Giulio Tremonti, Gianni Alemanno, Roberto Calderoli e Roberto Maroni per fare il punto sulle prossime strategie politiche. "Pensavo che Berlusconi - ha detto Bossi - volesse fare un qualche pasticcio dopo il referendum elettorale con il Paritto della Liberta ma l'ho sentito al telefono e ha smentito tutto: non c'è nessun pasticcio, vuole incontrare il governo. Ora vediamo - ha sottolineato il leader del Carroccio - ci sono due settimane di tempo per affrontare il tema della legge elettorale, per farla; sui modelli possibili non abbiamo deciso nulla, ribadisco che la Lega è per migliorare la legge attuale". Quanto alle mosse future della Cdl, per Bossi ci vuole prima la nuova legge elettorale, poi si penserà alla coalizione per fare un programma condiviso da tutti quelli che ne fanno parte. "Per il programma ci sono delle idee base - ha concluso Bossi - qui a Calalzo siamo in pochi oggi, dobbiamo allargare il dibattito e guardare a settembre: prima la legge elettorale - ha ribadito - quindi la coalizione, poi il programma perché siamo a fine legislatura".

::ULTIM'ORA::

GOVERNO: BOSSI ANNUNCIA MANIFESTAZIONI CONTRO A SETTEMBRE
(ANSA) Valeggio sul Mincio (VR) 23 luglio - Umberto Bossi torna a chiamare il popolo della Lega alla mobilitazione di piazza contro il Governo Prodi. "A settembre - ha detto il Senatur - faremo una serie di grosse manifestazioni per far capire che il governo deve andare a casa". "Le faremo in Lombardia ma anche in Veneto - ha proseguito - e ci dovete venire incazzati, non buoni come al solito. Noi non siamo cambiati, siamo quelli di sempre. Il Veneto, la Lombardia, la Padania non sono in vendita, non sono un regalo per nessuno, sono nostre".